87^squad serenissima

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Cenni storici

1.     La Fondazione

 

 

La 87^ Squadriglia aeroplani da caccia del Corpo Aeronautico del Regio Esercito venne costituita il 12 Gennaio del 1918 e posta al comando del Capitano Alberto Masprone sul Campo di Ponte San Pietro (Bergamo), e comprese 18 piloti e 18 velivoli SVA-5 ad ali strette (l’acronimo “SVA” deriva dalle iniziali dei cognomi Savoia e Verduzio, gli ingegneri che lo progettarono, e Ansaldo, la ditta che lo costruì in circa duemila esemplari a partire dal 1917).

 

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La squadriglia composta essenzialmente Piloti da veneti per volontà del Comando Supremo, adottò da subito il nome di "Serenissima" e sulle fusoliere degli SVA fu dipinto il gonfalone scarlatto della Repubblica di Venezia.

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L'unità fu inizialmente basata a S. Pelagio, nei pressi di Padova, alle dipendenze del X° Gruppo, ma il 21 febbraio ricevette l'ordine di trasferirsi, eccetto la 3^ sezione, per ferrovia a Ghedi, alle dipendenze del XI° Gruppo, come Squadriglia Autonoma del Comando Raggruppamento Squadriglie da Bombardamento.

 

La prima missione di guerra ebbe luogo  il 19 Marzo 1918 quando il Tenente Ferrarin compì una ricognizione sull’Alto Adige ed in particolare su Bolzano, seguita poi il 30 Marzo dal Tenente Locatelli compì una ricognizione fotografica sulla Val Lagarina.

 

 

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Dopo un colloquio alla fine di giugno con il Generale Luigi Bongiovanni, Comandante Superiore d'Aeronautica, Masprone inizia la preparazione per un volo su Vienna con 14 aerei, compresa la creazione di un biposto per Gabriele D'Annunzio. Un primo tentativo venne compiuto il 2 agosto, ma a causa della nebbia incontrata sulle Alpi ed in Pianura Padana i tredici apparecchi che vi parteciparono dovettero rinunciare all'impresa; sette velivoli riuscirono a ritornare alla base, mentre altri furono costretti ad atterrare in campi diversi e tre aerei risultarono inutilizzabili. Un ulteriore, secondo tentativo si compì l'8 agosto, ma il vento contrario sull'Isonzo mandò a monte l'impresa anche questa volta. Il 9 agosto, dopo che Masprone ottiene l'autorizzazione, partirono undici apparecchi per il noto Volo su Vienna. Il volo su Vienna, pur essendo stato militarmente inoffensivo, ebbe una vastissima eco morale, psicologica e propagandistica sia in Italia che all'estero, e compromise sensibilmente l'opinione pubblica dell'Impero asburgico.

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2.     Periodo interbellico

Al 20 aprile 1919 la Squadriglia disponeva di 13 velivoli SVA. Negli anni successivi l'87ª Squadriglia fece parte del 19º Stormo. Il 20 dicembre 1925 è nel 67º Gruppo del 21º Stormo di Bologna sugli Ansaldo A.300 della Regia Aeronautica oltre agli SVA. Dal 25 maggio 1927 passa nel XV Gruppo e dal 25 agosto 1928 nel 63º Gruppo. Dal maggio 1929 passa sugli Ansaldo A.120 e nel settembre 1936 sugli IMAM Ro.37.

 

 

 

3.     Seconda guerra mondiale

Allo scoppio del secondo conflitto mondiale la Squadriglia era di stanza all'Aeroporto di Padova con 4 Caproni Ca.311 nel 65º Gruppo del 21º Stormo Osservazione Aerea operando a supporto della 4ª Armata per l'Aviazione Ausiliaria per l'Esercito. Il 1º marzo 1941 è nel LXV Gruppo del 21º Stormo con una Sezione all'Aeroporto di Parma con 3 Ca.311. Il 20 marzo successivo diventa autonoma e va all'Aeroporto di Foggia. Sempre alle dipendenze del 21º Stormo o come reparto autonomo, l'87ª decollò da vari aeroporti dell'Italia meridionale e dell'Africa Settentrionale, per essere poi dislocata all'Aeroporto di Ponte Olivo di Gela (CL) entrando nel 20º Stormo da ricognizione.
All'inizio del 1943 i piloti compiono il passaggio sui bimotori Caproni Ca.311 e poi passarono al CA 314 trasferendosi, a luglio, nell'Aeroporto di Novi Ligure sotto il comando del 19º Stormo da ricognizione. Il 15 agosto 1943 la Serenissima veniva sciolta definitivamente.